Thursday, October 11, 2012

Tempo incerto

Dice che deve piovere, forte, con grandine a palla da golf.  Possibilita' di tornado.  Ho coperto le piante nell'orto.  Poverine, hanno patito tanto quest'estate e ora che stavano un po' meglio vorrei evitargli anche questa mazzata.  A dire il vero l'ho fatto anche un po' per egoismo.  Piu' che altro per egoismo.  Io il mio basilico che e' nato ora me lo voglio portare avanti tutto l'inverno.  Ma vuoi mettere una pomarolina fresca fresca a gennaio?  E il poponcino?  Gia' tutto retato di giallo ma ancora verde sotto?  Eh no, cara grandine, quello me lo voglio pappare io.

Mi metto a ridere, della mia ingenuita', come ci sono cascata ancora, a pensare che in questo universo infinito il mio basilico ed il mio poponcino si possano salvare dalle furie del tempo in Oklahoma.

E allora penso.  Penso a tutti quelli, amici inclusi, che l'anno scorso hanno perso tutto cio' che possedevano in un tornado.  Ricordo ancora le case spazzate via dalle fondamenta, quelle con le finestre spaccate, le recinzioni metalliche accartocciate in mezzo ai campi ed i pali del telefono che zigzagavano lungo la strada.  Una strada polverosa quella che portava alla zona del disastro, che mi e' servita a nascondere le lacrime a sentire la storia della mia amica che se non fosse stata  nel rifugio sotterraneo dei vicini sarebbe stata risucchiata dal terribile vortice che non guarda in faccia a nessuno.

Lei si' che l'orto ce l'aveva bello e vendeva anche la verdura che produceva.  Non l'ha mai menzionato l'orto, che e' stato sradicato e portato chissa' dove.  Chissa' a quanti chilometri.  Il letto che era al secondo piano non l'hanno trovato piu'.  No, l'unica cosa di cui ha parlato e' stata la gratitudine di essere viva, lei e i sei suoi figli che erano a casa.  Altri non sono stati cosi' fortunati.

Mi vergogno del mio egoismo, e neanche poco.  Sono una frana nell'orto.  Ho cosi' tanto da imparare.  Ma una cosa la so, anche se a volte faccio fatica a ricordarla, che ci sono cose piu' importanti nella vita delle nostre piccole passioni, a meno che queste diventino grandi passioni per il beneficio degli altri.   E' bello lavorare a maglia, soddisfa la creativita', ma e' molto piu' bello se poi quello che produci lo regali a qualcuno che ne ha bisogno.  E' rilassante stare nell'orto e coltivare il proprio cibo, ma da piu' gioia quando i pomodori li porti a quelli accanto con un sorriso e fai quattro chiacchiere.

E se il tempo stanotte gira a brutto e si porta via il popone, trovero' sicuramente qualcosa di cui essere grata a questo mondo.

Wednesday, October 10, 2012

...e si comincia

     Siamo appena tornati.  Tre giorni.  Ancora un po' sfusati, indolenziti dal lungo viaggio.  Ma contenti.  Contenti di essere a casa, ma soprattutto contenti di esserci rifocillati alla fonte delle amicizie, vecchie e nuove.  Io, contenta di aver rammendato una relazione che credevo persa, e per grazia di Dio, il rammendo sembra piu' un ricamo.

     Mentre ero a casa, mi sono imbattuta in una vecchia scatola di scarpe che conteneva vecchie lettere.  Ma quanto scrivevo?  Ma a quanti scrivevo?  Che bello.  Proprio bello riscoprire quella parte di me, che nel caos di 4 figli e una vita in un altro continente, era rimasta sepolta nelle pile di "roba" che si accumulano quando, nella fretta dell'urgente, dimentichiamo di prestare attenzione all'importante.

     Mi sono promessa che ricomincero' a scrivere, a persone e a scrivere tanto per scrivere, perche' scrivere e' bello e creativo... e cosi' comincio.  Questo blog sara' un po' cosi', sporadico probabilmente, ma un patchwork di riflessioni, gioie e pensieri.

    Il titolo?  Sono le mie due passioni: lavorare a maglia, il mio principale sfogo creativo, e l'orto, piu' che altro un desiderio di creare una connessione con la natura coltivando cio' che mi piace mangiare.

    Qui comincia l'avventura...