E' una notte buia,
ma non tempestosa.
Di quelle che ti inzuppano l'anima,
di quell'oscurita' spessa,
tesa come un tamburo.
E ti accovacci aspettando che passi,
sapendo che ce ne vorra' perche' passi.
E respiri a sorsettini,
perche' e' densa
e rischi di soffocare.
E' una notte
di nero
di piu' che nero,
che non si vede
e non si immaginano nemmeno i contorni delle cose.
E' una notte che ti stringe,
che non ti muovi
che ti rimpicciolisci sempre di piu'.
A gomitolo,
immobile.
E' una notte che i pensieri non vengono,
che non si vogliono,
che ci si muove da automata,
perche' le cose si devono fare.
Ma non si puo' pensare.
Thursday, August 29, 2013
Sunday, August 25, 2013
Una giornata un po' cosi'
Oggi e' andata cosi'
A rincorrere i vari ad hominem,
Non sequitur,
Ignoratio elenchi,
Generalizzazioni indebite.
Dai bambini che si sporcano il pigiama a colazione,
A quest'odore di involtini primavera stantii che non si capisce da dove viene,
Che sono mesi che non mangiamo cinese.
Con gli aerei che arrivano in ritardo.
E dover cominciare la settimana nuova
Ancora stanchi da quella che e' appena finita.
Che domani si ricomincia
Con ogni casella del calendario riempita.
Il bucato ammicca da dietro la porta,
I piatti sentenziano accanto al lavandino.
E vado a letto tardi per la quarta sera di seguito,
Dopo una giornata un po' cosi'.
A rincorrere i vari ad hominem,
Non sequitur,
Ignoratio elenchi,
Generalizzazioni indebite.
Dai bambini che si sporcano il pigiama a colazione,
A quest'odore di involtini primavera stantii che non si capisce da dove viene,
Che sono mesi che non mangiamo cinese.
Con gli aerei che arrivano in ritardo.
E dover cominciare la settimana nuova
Ancora stanchi da quella che e' appena finita.
Che domani si ricomincia
Con ogni casella del calendario riempita.
Il bucato ammicca da dietro la porta,
I piatti sentenziano accanto al lavandino.
E vado a letto tardi per la quarta sera di seguito,
Dopo una giornata un po' cosi'.
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