A piedi nudi in questo ruscello che e' la vita,
freddo, rissoso, perseverante.
Qui sulla riva a osservarmi le crepe nel cuore,
a contarle tutte,
a esaminarne la profondita',
le scheggiature,
ed i bordi più o meno smussati.
Tenendo il fiato sospeso
per la paura che a tracciarne le curve vada tutto in frantumi.
Questo cuore che regge a malapena,
alla violenza dell'incuria degli altri,
alla pressione di quelli che ti dicono che e' troppo fragile
e ne deridono la sensibilita', l'onesta'.
Questo ruscello che non attenua,
che acuisce il dolore,
ne definisce le forme,
lo mette in risalto,
te lo incide sull'anima.
La corrente che passa,
sulla pelle,
fra le dita,
sotto le unghie,
Ti allaga dentro,
ti annega la speranza.
La tensione,
l'ansia,
che il prossimo meandro
presenti ancora frangenti insostenibili.
La vita scorre come l'acqua,
sotto a ponti che gettano ombre,
ed oltre, senza fermarsi.
Acqua e ancora acqua,
ma mai abbastanza per
sciacquarti via la tristezza
dalle mani.