Friday, November 23, 2012

Giorno di orto e lana

Buongiorno a tutti,
sono 11 gradi centigradi fuori e al sole non si sta male.  Mi catapulto fuori dopo una bella scodella di fiocchi d'avena alla mela e cannella.  Le previsioni dicono che fa freddo, ma o mi sono abituata io o sono bugiardi loro.

E' il venerdi' dopo il giorno del Ringraziamento, anche cosiddetto "Black Friday", il venerdi' nero, non so perche' si chiami cosi' e mi fa fatica andare a cercare, ma mi fa l'idea che il nero si riferisca ai conti dei negozi.  Durante il venerdi' nero si compra, si compra tanto, si fa a botte per comprare l'ultimo articolo a prezzo speciale.  La gente sta in fila per ore ad aspettare che i negozi aprano.  I primi anni aprivano alle 6 del mattino, poi alcuni cominciarono a fare concorrenza sfrenata e aprivano alle 4 del mattino.  Quest'anno, sara' colpa della crisi, hanno cominciato con i "prezzi stracciati" alle 8:00 di sera del giovedi', quando ancora la maggior parte della gente non ha ancora digerito il tacchino consumato in quantita' esorbitanti durante il pranzo della festa.

Ho boicottato, non tanto per motivi eccelsi, ma perche' non mi va di vedere il lato peggiore delle persone.  Ripenso agli anni passati e alle persone che sono morte calpestate nella ressa per andare a comprare uno stupido elettrodomestico.  Non mi piace neanche la calca in se stessa, per questo vado a fare la spesa alle 6 la mattina che ha come premio in piu' il fatto che ti scegli la verdura mentre la tolgono dalle cassette.  Non ho bisogno di niente, non ho motivo di andare a fare file di ore per accumulare roba.  Non sono minimalista.  Da un punto di vista pragmatico, mi rendo conto che la roba spesso ti possiede.  La devi accudire, la devi spostare, la devi pulire.  Non ne ho il tempo ne la voglia.  La mia casa lo dimostra.

Cosi' sono stata a casa e ho diviso il tempo fra orto e lana.

Nell'orto c'e' tanto da fare visto che stanotte dicono che va sotto zero.   Cosi' ci siamo dati da fare.  Nel nuovo pezzetto che ho preparato per coltivare ho messo giu' 5 strati di giornale e sopra del cartone.  Le erbacce da soffocare erano troppe e non mi sono fidata del giornale solo.  Sopra al cartone ho messo del compost di scarti del cotone.  Dicono che e' buono.  L'ho comprato in un ipermercato, non so se ho fatto bene a fidarmi.  Per il prossimo pezzetto che faccio vado a prenderlo da un'altra parte.  Il marito si e' dato da fare a "sminuzzarmi" le foglie che facevano da tappeto nel resto del giardino, cosi' ce le ho cosparse sopra.  Il tocco finale sono 10 cm di scaglie di legno recuperate dai vicini che hanno dovuto tagliare un albero.  Il loro giardino e' un po' spoglio, ma meglio aver paura che buscarne.  Almeno adesso non gli cade sul tetto come ha fatto l'altro e si risparmiano i danni.

Il legno dovrebbe aiutare a ritenere acqua, e con la decomposizione a nutrire le piante, anche se da quello che ho capito ci vorranno almeno 2 anni prima che renda come fertilizzante.

Dopo il vigoroso esercizio di spalatura sono rientrata in casa e ho preparato il pranzo: fusilli al tonno e patate dolci e zucca avanzate di ieri.

Poi mi sono data alla lana.  Con tre progetti in contemporanea non mi annoio.  Ho finalmente finito il maglioncino con le papere per il piu' piccolo, ho cominciato un cappellino, e continuo la solita copertina con i camioncini per la figlia della vicina.

Mi e' sembrata una giornata oziosa, perche' troppo spesso giudico il mio successo dalla produttivita'.  Mi devo ancora abituare all'idea che il tempo usato lentamente e non rimpinzato di attivita' e' quello che vorrei ottenere.  Mi resta ancora difficile seguire questo ritmo meno caotico, ma lo voglio piu' di ogni altra cosa, specialmente quando penso alla disidratazione emotiva e mentale che ho subito in questi ultimi anni quando imperterrita mi sono riempita la vita di liste e di cose da fare senza avere un attimo di respiro.  E' quasi contro natura rallentare in un mondo in cui la frenesia incombe, il multi-tasking e' apprezzato e ricercato, e chi conduce una vita piu' lenta e riflessiva e' considerato pigro e di basso rendimento.  A rallentare si usano muscoli diversi che da principio reclamano e si fanno sentire, proprio come quelli che me la faranno pagare domattina.

A presto le foto.







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