Tuesday, November 10, 2015

Acqua Sotto i Ponti

A piedi nudi in questo ruscello che e' la vita,
freddo, rissoso, perseverante.

Qui sulla riva a osservarmi le crepe nel cuore,
a contarle tutte,
a esaminarne la profondita',
le scheggiature,
ed i bordi più o meno smussati.

Tenendo il fiato sospeso
per la paura che a tracciarne le curve vada tutto in frantumi.

Questo cuore che regge a malapena,
alla violenza dell'incuria degli altri,
alla pressione di quelli che ti dicono che e' troppo fragile
e ne deridono la sensibilita', l'onesta'.

Questo ruscello che non attenua,
che acuisce il dolore,
ne definisce le forme,
lo mette in risalto,
te lo incide sull'anima.

La corrente che passa,
sulla pelle,
fra le dita,
sotto le unghie,
Ti allaga dentro,
ti annega la speranza.

La tensione,
l'ansia,
che il prossimo meandro
presenti ancora frangenti insostenibili.

La vita scorre come l'acqua,
sotto a ponti che gettano ombre,
ed oltre, senza fermarsi.

Acqua e ancora acqua,
ma mai abbastanza per
sciacquarti via la tristezza
dalle mani.

Tuesday, September 8, 2015

Ona...ona...ona...

Che bella la Rificolona!  Sono anni che non ne attacco una fuori. C'ho perso gusto e in più inasprisce la malinconia.  Sarei l'unica qui e quella lucina soffusa dalla carta velina si sentirebbe un po' sola penso.

E cosi' anche quest'anno niente Rifocolona.  Solo malinconia, perché ripenso all'infanzia e a quante rificolone bruciate e bucate dallo stucco sparato dalle cerbottane. E la mamma che invece di metterci la candela, la appostava sulla luce in terrazzo e si faceva gioco dei maschiacci armati di cerbottana spengendola quando giravano l'angolo per prendere la mira e riempirla di buchi.

Mi ricorda la fine dell'estate, settembre che ammiccava all'autunno, quando Santa Susina arrivava il 1 ottobre!  Come la festa del grillo segnava l'arrivo della primavera.

Ricordi di cose che non ci sono più, di ieri che e' stato una rampa di lancio per domani e che ha formato oggi.

Che brutta bestia la nostalgia, a volte.  Altre volte e' un conforto pero', quando ho la voglia di vedere cose senza angoli, scene più soffuse, come una foto scattata col tulle sulla lente della macchina fotografica.

Certi giorni mi prende la tristezza che gocciola dalla nostalgia.  Non sempre. C'e' della tristezza che arriva da un'altra parte, come un'eco impercettibile di un dolore remoto.  Forse e' l'anima che guarisce e questo mi da coraggio.

Thursday, June 26, 2014

L'afa

Ci sono quei giorni che non fa neanche troppo caldo, ma ti alzi con l'afa dentro.
Nello stomaco un miscuglio di emozioni e sentimenti che si svoltano e rivoltano,
con il mondo che ti traballa sotto i piedi,
scosse che destabilizzano la fiducia, la credibilità di persone di cui ti vuoi fidare.

E dici di si', ci credo, e chiudi gli occhi strinti strinti, per non vedere se e' vero.

Il filo a piombo oscilla, l'equilibrio manca.
E traballante devi lasciare tante cose scivolarti dalle mani, lasciare andare opportunità,
far cascare responsabilita'.

Mancano le forze,
il mondo gira a velocità' spaventosa,
che non ce la fai neanche a guardare senza provare nausea in questo circolo opprimente,
schiacciata da tutte quelle domande senza risposte o con risposte banali che non sono risposte
o con sguardi retorici che ti umiliano.

Non c'e' più neanche la forza di voler andare via,
solo il desiderio tenue che tutto smetta di girare,
che lo stomaco si calmi,
che l'afa dentro venga portata via da una brezza di speranza.



Friday, April 4, 2014

Silenzio

Oggi non c'e' musica,
Non si chiacchiera.
Uno e' tornato a letto,
L'altro gira per casa senza meta.
Io piango.

Pensiamo a Rachel
Alle sue risa
Alla pallavolo.

Penso alla sua mamma
Orgogliosa di sua figlia
E tutti i progetti per l'estate.

Cosi', ieri, parlando al parco,
Mentre la palla volava
Da una parte all'altra della rete,
Abbiamo condiviso gli ultimi momenti insieme.

E' bastato un attimo,
Suona il telefono la mattina presto,
E Rachel non c'e' piu'.
L'estate sara' piu' vuota
E la squadra piu' sola.

Ciao Rachel. Ciao.

Thursday, August 29, 2013

Notte buia

E' una notte buia,
ma non tempestosa.
Di quelle che ti inzuppano l'anima,
di quell'oscurita' spessa,
tesa come un tamburo.

E ti accovacci aspettando che passi,
sapendo che ce ne vorra' perche' passi.
E respiri a sorsettini,
perche' e' densa
e rischi di soffocare.

E' una notte
di nero
di piu' che nero,
che non si vede
e non si immaginano nemmeno i contorni delle cose.

E' una notte che ti stringe,
che non ti muovi
che ti rimpicciolisci sempre di piu'.
A gomitolo,
immobile.

E' una notte che i pensieri non vengono,
che non si vogliono,
che ci si muove da automata,
perche' le cose si devono fare.
Ma non si puo' pensare.

Sunday, August 25, 2013

Una giornata un po' cosi'

Oggi e' andata cosi'
A rincorrere i vari ad hominem,
Non sequitur,
Ignoratio elenchi,
Generalizzazioni indebite.

Dai bambini che si sporcano il pigiama a colazione,
A quest'odore di involtini primavera stantii che non si capisce da dove viene,
Che sono mesi che non mangiamo cinese.

Con gli aerei che arrivano in ritardo.

E dover cominciare la settimana nuova
Ancora stanchi da quella che e' appena finita.
Che domani si ricomincia
Con ogni casella del calendario riempita.

Il bucato ammicca da dietro la porta,
I piatti sentenziano accanto al lavandino.

E vado a letto tardi per la quarta sera di seguito,
Dopo una giornata un po' cosi'.

Monday, April 15, 2013

Silenzio.

Ci sono quelle sere, dopo una tragedia, che bisogna fermarsi e stare zitti, perche' anche respirare fa male.  E' quell'aria che te la senti spinosa dentro i polmoni.  E' una di quelle sere, stasera, che hai lo stomaco chiuso strinto strinto.  Gli occhi guardano, ma non vogliono vedere.  L'inerzia della routine ti sposta in avanti, ma l'attrito della tragedia ti strascica sopra il quotidiano.  E in questo movimento rallentato ti senti tutto addosso, il dolore che ti passa ghiaccio sulla pelle.

Io stasera il bambino di otto anni me lo coccolo un po' di piu', e non importa se si scorda di portare il piatto sporco all'acquaio.  Stasera non m'interessa proprio che abbia la stanza in ordine.  Sono contenta di inciampare nei giocattoli lasciati in giro, perche' sono contenta che ci sia qualcuno che ce li lasci.  A Boston stasera c'e' qualcuno che un bambino di otto anni non ce l'ha piu'.

E' una sera che ti piega in due, ginocchia a terra e faccia fra le mani.  Il cuore ti si infrange e le parole buttate li' sui social media senza pensare ti schiaffeggiano aggiungendo insulto all'ingiuria.

Cosi' stasera sto zitta, zitta e vado a letto presto, con l'anima un po' pesa, i pensieri di piombo, e il minimo indispensabile per sopravvivere, perche' a dire il vero respirare stasera fa proprio male.