Che giornata, mi vien da dire da buttare. Niente orto e niente lana. Uno di quei giorni che ti eri prefissa di riempirlo fitto fitto di cose belle, buone e produttive e ti ritrovi alla fine con i panni da asciugare, un sentiero marcato da scarpe, calzini e pantaloni che ti porta dritta dritta al letto del piu' piccino e dulcis in fundo il giubbotto incrostato di mota perche' e' cascato fuori e l'ha appoggiato li'. E io, mamma snaturata, alle dieci e mezzo la sera non mi ci metto a pulirlo. Si fara' domani, anche se e' domenica e ci si dovrebbe riposare.
L'unica cosa che ho combinato sono stati guai con i figli, perche' dopo l'ennesimo becchettio non ce l'ho fatta piu' e ho spettinato tutti. E succede sempre cosi' quando mi sento con l'acqua alla gola, sommersa dagli impegni quotidiani della vita familiare. Per non affogare nei panni e per non essere inghiottita dalle sabbie mobili dei piatti, allungo il collo piu' che posso e vedo miraggi della fine di questo tunnel infinito. Ed e' una brutta cosa perche' nel tunnel ci sono ancora e gli spiragli sono rari. Sognavo di poter tirare su i piedi dopo aver fatto tutte le faccende e invece...stasera straordinario, come tutte le sere. Ma anche il sabato, dico io! E sul piu' bello dei miei sogni ad occhi aperti vengo strattonata nel ruolo di arbitro dal Terzo, che dovrebbe finirla di frignare, e dal Primo che alla sua eta' dovrebbe aver di meglio da fare che litigare con quelli piu' piccini di lui. A forza di sentire "E lui..." di qui e "Ha detto..." di la', ho perso le staffe...e sono caduta da cavallo...e che tonfo! Colpa mia, perche' non so galleggiare quando la vita esonda. Con l'acqua alla gola, invece, mi appiglio a qualunque cosa mi passi a tiro e non sempre e' un bene, come oggi.
Allora mi attardo, sentendomi sconfitta anche oggi con questa giornata sulle spalle, che vorrei si potesse disfare come una maglia quando hai sbagliato punto, riaggomitolare il tempo e avviare il lavoro da capo. Ma non si puo'.
La mia nonna che ha passato due guerre diceva sempre che "un si butta mai via nulla". E la giornata mi rigira per il cervello. Se non e' da buttare, come la riciclo? Nonna, Nonna, fossi qui te a dirmelo. Ma un'idea mi e' venuta. Ai tempi del medioevo quando costruivano i castelli, riempivano le mura di detriti, oggetti e materiali inutilizzabili. E se anche io questa giornata da rifiuto la infilassi fra le mura della mia vita? Per dargli sostanza e per colmare il vuoto che a volte si forma quando le cose vanno storte. Facciamo come i medievali allora, che intanto i loro castelli son sempre li', mettiamoci una pietra sopra e, con le dovute scuse, tiriamo avanti.
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